- Buon compleanno, Pinocchio!
- Cinquant’anni senza Agatha Christie
- Dal silenzio all’angelo perduto: un noir che non finisce
- Le installazioni senza tempo di Felix González-Torres
- Per Brigitte Bardot
Light On
Dopo aver stupito pubblico e critica con i delicati e intensi disegni di Un’estate fa (su testi di Zidrou) e con quello che è ormai considerato un classico del catalogo BAO Publishing, Nonostante tutto, Jordi Lafebre aveva già dimostrato di essere un autore capace di muoversi con grande naturalezza tra registri narrativi molto diversi. Qualche anno fa, però, è riuscito a sorprendere ancora una volta i lettori tornando in libreria con un’opera completamente diversa rispetto a quanto aveva realizzato fino a quel momento: Io sono il loro silenzio.
Questo giallo dalle forti tinte noir, incentrato sulla figura di Eva, una giovane psicologa determinata e combattiva alle prese non solo con casi complessi, ma anche con temi delicati legati alla salute mentale, aveva immediatamente lasciato il segno.
Un’intuizione che si rivela corretta con Io sono un angelo perduto, in cui Lafebre torna a raccontare il mondo di Eva, approfondendone il carattere e le contraddizioni, e confermando la volontà di costruire una vera e propria serie.
Con questo nuovo capitolo, Lafebre compie un ulteriore passo avanti nel suo percorso artistico, consolidando uno stile personale e riconoscibile e dimostrando ancora una volta di saper conquistare sia il pubblico sia la critica, volume dopo volume.

0 commenti