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«Non amo le etichette: l’arte è arte, senza aggettivi».
Michele Guido è un artista che da anni esplora il rapporto tra natura, spazio e memoria. La sua ricerca nasce dall’osservazione del mondo vegetale e si sviluppa attraverso installazioni, sculture e progetti che trasformano la natura in un vero e proprio linguaggio. In questa intervista racconta le origini del suo percorso, gli incontri che lo hanno segnato e le idee che guidano oggi il suo lavoro, sempre in equilibrio tra intuizione, studio e continua trasformazione.
La pratica di Michele Guido si sviluppa a partire da un’indagine rigorosa sui sistemi che regolano il rapporto tra natura e costruzione dello spazio, mettendo in discussione le narrazioni consolidate che spesso riducono il vivente a semplice ornamento. Le sue opere operano come strutture analitiche: raccolgono dati, li ricombinano, aprono scenari che interrogano il modo in cui percepiamo e organizziamo l’ambiente.

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