Bucaneve, lo spettacolo teatrale di Arcoscenico, commuove il pubblico

Editoriale

Marzo 17, 2026

Categorie

“Alla fine sopravviviamo a tutto”

Domenica 15 marzo, al teatro “Il Piccolo di Cava” sito in Piazza Vittorio Emanuele III a Cava de’ Tirreni (SA), è tornata sul palco la compagnia Arcoscenico con: Bucaneve (come fiori di campo), un testo inedito scritto e diretto da Iolanda La Ragione.

Bucaneve stagione tealtrale concept artLe quattro protagoniste sono Stella, interpretata proprio dall’autrice e regista di questo testo teatrale; con lei in scena Flavia Sorrentino, Sonia Tei e Luigi Sinacori a interpretare Maria, Rosa e Jessica. La Stagione teatrale ha aderito alla campagna per l’eliminazione della violenza di genere (Posto Occupato), riservando a ogni appuntamento un simbolico posto vuoto per una donna vittima di violenza. Questa storia drammatica e di grande impatto emotivo ha simboleggiato in pieno lo spirito dell’iniziativa.

Bucaneve spettacolo VincenzoMatonti_copyright

Bucaneve spettacolo VincenzoMatonti_copyright

La trama descrive quattro donne, quattro storie al limite: storie realistiche, storie vere. La scena si svolge nella sala d’attesa di un commissariato, in una notte. Le donne vengono trattenute dalle forze dell’ordine e, nell’intimità e nella tragicità del momento, si confidano e si rivelano l’una con l’altra.

Ciascuna di loro esprime il proprio dolore. Hanno tutte un passato ingombrante e un presente burrascoso. Dal profondo dei loro animi tormentati svelano le ingiustizie, i maltrattamenti e gli abusi che ognuna di loro ha subito, così come le scelte che le hanno portate a essere ciò che sono, nel bene e nel male.

Una storia che lascia il segno, che ha toccato l’animo del pubblico in sala. Non si sono risparmiate parole forti e atti di violenza estremizzati, interpretati con profondo trasporto. Gli interpreti si sono dimostrati all’altezza di ruoli incredibilmente complessi. Tutti hanno offerto performance appassionate e degne di sinceri applausi.

La scenografia è stata molto semplice nel complesso: dei singoli teli che simboleggiavano le sbarre di una prigione, ma dal significato molto forte. Palesemente non erano soltanto volti a rappresentare un luogo fisico, ma anche una gabbia mentale fatta di sofferenza e rimpianti.

Di grande impatto visivo anche le luci che hanno illuminato la scena: a ogni donna corrispondeva un colore diverso, dai toni del viola al blu, segnando linee di demarcazione nette tra i monologhi recitati. Le musiche sono state create appositamente per dare spessore alla recitazione da Luigi Masciari, che ha saputo esprimere in note veri e propri stati d’animo.

Bucaneve stagione tealtrale concept artIn definitiva Bucaneve è una storia commovente e drammaticamente tangibile, che spinge il pubblico a riflettere e a trattenere il fiato. Si finisce per tifare ed empatizzare con queste donne e con la loro rivalsa, che tuttavia non si vede in scena, poiché il finale resta aperto. Si spera che possa esserci per tutte un lieto fine, ma forse solo in un mondo fatto di pura immaginazione per chi siede in poltrona e osserva in silenzio.

Bucaneve spettacolo VincenzoMatonti_copyright

Bucaneve spettacolo VincenzoMatonti_copyright

Lo spettacolo ha ricevuto feedback positivi da parte del pubblico. Come esordio alla regia si è cimentata Iolanda La Ragione. Si reputa soddisfatta del risultato di questo suo spettacolo?

ILR: Direi di sì. Al termine dello spettacolo mi si è avvicinata una signora ancora in lacrime. Ci ha ringraziato per le emozioni trasmesse e mi ha un pò rimproverato, dicendomi: “Stanotte non mi farete dormire, perché io conosco queste storie, immagino cosa abbiano passato i personaggi.” Sono contenta che l’emozione per questo spettacolo, tanto provato, in tante serate (anche tre prove a settimana) abbiano prodotto emozioni e abbiano veicolato i giusti sentimenti al pubblico. Questa per me è la soddisfazione più forte. La sala era strapiena e ci ha fatto sentire una sorta di calore per questi personaggi che avevano bisogno di abbracci virtuali. È andato davvero bene, oltre le aspettative. Avevamo anche molta paura, perché il testo è nuovo, c’è stato tanto lavoro durante la regia. Soprattutto per le luci e le musiche scritte appositamente per questo spettacolo. È stato un turbinio di emozioni, per fortuna è andata per il meglio.

Bucaneve stagione tealtrale concept artStando alle sue parole lei ha tenuto questo lavoro nel cassetto per anni. Cosa le ha ispirato le storie di queste donne? Qualcosa di visto, di vissuto o è frutto della tua fantasia?

ILR:

Me l’hanno chiesto in tanti, soprattutto alcuni amici e colleghi intervenuti a questa prima. Sì, il testo è rimasto nel cassetto per tutti questi anni.  Ho sempre scritto commedie, soprattutto napoletane. Circa sette anni fa, mi sono seduta alla scrivania con l’idea di scrivere un testo diverso dal solito. A differenza di sette orsono la tematica della violenza di genere non era così diffusa e mi sono sentita di farlo perché ho conosciuto qualcuno che aveva subito violenza. Su quel foglio bianco ho iniziato la stesura, non ho più smesso fino a quando non ho capito che era il giusto finale.

Normalmente per tutte le commedie divertenti che ho scritto, soprattutto quelle musicali, sapevo da dove partire, ma non riuscivo mai a trovare la conclusione. Mentre per questo lavoro, una volta iniziato, sapevo esattamente come terminare. L’idea era quella di un finale sospeso per queste quattro donne. Un finale che venisse deciso dal pubblico. È la prima volta che invece di scrivere l’inizio ho scritto prima la fine. Ero ispirata. Ho aggiunto al canovaccio principale tanti suggerimenti dei membri della compagnia Arcoscenico. È stato un lavoro di gruppo che ha portato a un lavoro di qualità, stando al feedback degli spettatori. C’è stato un gran lavoro anche per quanto riguarda costumi e trucco, il tutto a cura di Chiara Tornincasa che ha fatto in modo che potessimo indossare abiti comodi per la scena.

Bucaneve spettacolo VincenzoMatonti_copyright

Luigi Sinacori quale presidente dell’associazione teatrale Arcoscenico, stavolta si è calato nei panni di una delle protagoniste, ma non ha diretto lei lo spettacolo. L’emozione del suo personaggio “Jessica” è arrivata al pubblico. Cosa ha significato per lei interpretare un ruolo da transgender?

LS: È stato un ruolo molto difficile. In passato mi sono già calato in un ruolo femminile, ma il tema era di tutt’altra natura. Si trattava di qualche sketch di cabaret, erano dei ruoli comici in cui mi sono un po’ autoimposto questa scelta attoriale. Dal punto di vista del trucco e parrucco avevo già esperienza, ma dal punto di vista emotivo, è stato un ruolo molto più intenso, molto strong. È stato complicato entrare dentro questo personaggio. Anche perché è un’esperienza di vita, è un’anima molto difficile quella di Jessica. Quindi abbiamo dovuto lavorare sodo insieme a Iolanda. Abbiamo unito gli intenti e le nostre sinergie artistiche, per portare e avanti non solo il mio, ma anche le performance degli altri tre personaggi che erano ugualmente impegnativi.

Bucaneve stagione tealtrale concept art

Interpreterebbe ancora un ruolo di questo genere o si è trattato di un caso isolato?

LS: Penso di sì se capitasse l’occasione. Bisogna sempre darsi un’occasione non dei limiti. Ci sono state indubbiamente delle difficoltà. Spesso il nostro piccolo ego è alle porte, questo ci porta a migliorare, a sperimentare. Ai componenti della compagnia, anche se questa volta non li ho diretti io, ma ho passato lo strumento a Iolanda, dico: non poniamoci dei limiti, i limiti siamo noi stessi a imporli, ma non esistono. Lo dico sempre anche a me stesso. Come presidente penso che la buona riuscita dello spettacolo vada sempre riferita dal pubblico. Noi attori, in separata sede, revisioniamo i video e vediamo i punti in cui possiamo migliorare, perché ci si può sempre migliorare, come diceva anche Iolanda: l’importante è che l’emozione arrivi al pubblico. Per le minuzie c’è sempre tempo di correggere tutto.

Bucaneve spettacolo VincenzoMatonti_copyright

Bucaneve spettacolo Vincenzo_Matonti_copyright

Autore

0 commenti

Invia un commento

Scopri di più da Il Novelliere

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere

Ricordami