Anna al Milazzo Film Festival, Guerritore: «Il mio film su una grande donna»
Monica Guerritore, celebre attrice di cinema e teatro, veste per la prima volta i panni di regista con il suo film Anna, dedicato alla figura di Anna Magnani, attrice romana nota per il suo ruolo in Roma città aperta di Roberto Rossellini, Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini e per aver vinto il Premio Oscar come miglior attrice protagonista nel film La Rosa tatuata, di Tennessee Williams.
«Anna Magnani non è diversa dai personaggi che ho interpretato» ha dichiarato la Guerritore sul palco del Milazzo Film Festival.
«Volevo raccontare la sua storia per offrire al pubblico, specialmente ai più giovani, un’ispirazione femminile diversa che fu capace di autodeterminarsi, nonostante le difficoltà che ha vissuto».
Il ritratto delicato di Anna
Il film ripercorre alcuni momenti salienti della carriera dell’attrice romana attraverso il suo punto di vista e quello della sua agente e confidente Carol, dove ripercorrono i momenti cruciali della carriera e della vita della grande attrice: dall’amore tormentato con Roberto Rossellini agli scontri con Cinecittà; dal ritorno al teatro a seguito dell’esclusione dal cinema, un grande amore che non l’ha mai abbandonata davvero e che, forse, è stato ciò che l’ha resa davvero unica.
In una notte in cui attende la chiamata del Premio Oscar mentre tutti la danno ormai per vinta, Anna riflette sulla sua vita mostrandosi solitaria e fragile, riuscendo comunque a dare prova della sua indipendenza.
La carriera della Magnani
Anna Magnani ha attraversato una stagione importante, affermandosi nel panorama teatrale e cinematografico italiano senza scendere a compromessi con nessuno. Caratterizzata da un carattere forte, l’attrice romana riuscì a imporsi per le sue eccezionali doti di interprete spiccatamente drammatica, entrando a gamba tesa nel cinema italiano, esordendo nei film di Vittorio De Sica e del già citato Roberto Rossellini.
Poi, la consacrazione con l’Oscar nel ’56 e il prosieguo della carriera con altri ruoli che, però, non le garantirono una stabilità nel mondo del cinema, travolto successivamente dal fenomeno delle dive americane e dalle nuove tendenze stilistiche.
La Magnani era troppo per il cinema italiano, ma il suo carattere e la capacità di non piegarsi alle logiche del tempo l’hanno resa un esempio per molte attrici che sono venute dopo di lei, lasciando un’impronta indelebile nel panorama culturale.
I limiti di Anna
Vista la storia della Magnani, l’ambizione di realizzare un film in cui evincesse tutta questa forza è venuta meno in funzione di scelte stilistiche che non valorizzano la figura di Anna.
Nonostante Monica Guerritore sia un’attrice straordinaria, sullo schermo traspare il ritratto di un’anima inquieta che si lascia andare a citazioni, momenti in cui lei stessa narra certe vicende in modo didascalico e la presenza di personaggi secondari come Federico Fellini, Carlo Ponti e Alberto Moravia, ridotti a semplici comparse.
Mettendo da parte degli evidenti limiti tecnici, la Guerritore riesce comunque a omaggiare la Magnani attraverso una personificazione precisa, mostrando uno specchio di ciò che l’attrice romana è stata in quegli anni.
La capacità di autodeterminarsi anche di fronte alla disfatta è probabilmente il messaggio più importante del film, che sarebbe stato più incisivo se la regista non fosse rimasta sulla superficie dell’icona, lasciandosi sovrastare dalla difficoltà di raccontare una figura così importante.
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