Milazzo Film Festival 2026, Palmiero: «Un onore essere qui»
Nella serata conclusiva della kermesse mamertina, il giovane regista di Aversa Alberto Palmiero ha presentato il suo primo film Tienimi presente in compagnia dell’attrice Gaia Nugnes, ricevendo il prestigioso premio “A star is born”. In precedenza, il film ha vinto un premio come “Migliore opera prima” alla festa del cinema di Roma.
Il film racconta proprio la storia di Alberto, disilluso dal cinema e costretto a tornare dalla propria famiglia dove si trova ad affrontare una serie di difficoltà, attraverso un racconto che non scade quasi mai in comodi cliché e assume un carattere corale che rispecchia i tempi attuali.
«Ho voluto raccontare questa parentesi della mia vita perché l’ho avvertita come un’urgenza» dichiara il regista «un modo terapeutico per dare forma a ciò che ho vissuto e per comunicare che non siamo soli dinanzi alle difficoltà».
La bellezza di Tienimi presente
Il film di Palmiero non è un classico racconto di formazione, poiché non si limita a raccontare solo le vicende del protagonista: tocca da vicino chiunque si senta smarrito, intento a cercare un proprio posto nel mondo per poi riuscire a superare le proprie paure.
Con straordinaria semplicità, Tienimi presente analizza il modo in cui Alberto ha affrontate le sue paure dopo essersi ritrovato improvvisamente senza una direzione chiara da seguire, deluso dalle aspettative di intraprendere una carriera nel mondo del cinema per una chiamata che non è più arrivata, e per un mondo dove vige l’ombra dell’iper-performatività, capace di escluderti subito.

Il film trova spazio per raccontare con delicatezza il tema della disillusione generazionale, trasformandolo in un racconto di rinascita e riflessione sul senso dell’arte e della vita che, nonostante tutto, dà sempre la possibilità di ricominciare. In virtù di ciò, l’esordio di Palmiero arriva in un momento storico nel quale forse serve un rinnovamento nel cinema italiano, capace di guardare alla realtà con uno sguardo lucido.
Sfumature di una generazione in difficoltà
Guardando al contesto attuale italiano, ci sono molti giovani che fanno fatica a trovare un lavoro sia fuori regione che all’interno della stessa dove vivono, e spesso non è solo per via di problemi strutturali bensì personali. La scelta viene vista come un imperativo schiacciante, imposto specialmente dai genitori che, con preoccupazione, cercano di stimolare i propri figli a imboccare la strada giusta che porti stabilità e felicità.
Il regista coniuga questi stereotipi con un realismo semplice, ma fortemente evocativo e lontano da modi didascalici. Nonostante la delusione, Alberto ritrova la forza per andare avanti, lanciando un messaggio importante: bisogna sempre rialzarsi e buttarsi in ciò che ci fa stare bene, poiché se nasciamo con uno scopo dobbiamo essere liberi di perseguirlo accettando le difficoltà e imparando ad apprezzare il valore di ciò che abbiamo, anche quando sembra che tutto sia crollato. Anzi, è proprio dai momenti “no” che spesso si ritrova la forza.
Con un tempismo quasi perfetto, Tienimi presente si afferma come un potente atto di coraggio capace di riflettere un’esperienza personale che si trasforma in una presa di consapevolezza collettiva autentica e meravigliosa.
Ritrovarsi in sala con una storia di questo tipo è un’occasione per guardare al presente e andare oltre i luoghi comuni, con l’augurio che questo sia l’inizio di una carriera importante.

Momento della premiazione al Milazzo Film Festival
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