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Il cinema di Lucio Fulci come esperienza ontologica
A quarantacinque anni dalla sua distribuzione italiana (1981), E tu vivrai nel terrore! L’aldilà si offre a una rilettura che ne conferma la centralità nel processo di ridefinizione dell’horror europeo tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta.
Seconda pellicola della cosiddetta “trilogia della morte”, aperta con Paura nella città dei morti viventi e chiusa da Quella villa accanto al cimitero, il film radicalizza un percorso autoriale che conduce Fulci verso una destrutturazione programmatica dei dispositivi narrativi e percettivi del genere.
L’ambientazione nella Louisiana e la presenza del libro apocrifo Eibon inscrivono l’opera in un orizzonte che dialoga con l’immaginario di H. P. Lovecraft, ma la relazione è meno tematica che strutturale. Come nel “cosmic horror” lovecraftiano, il male non è antagonista personificato, bensì principio impersonale e pre-umano, indifferente alla dimensione etica.

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