David di Donatello 2026 tra polemiche e titoli in gara

Editoriale

Maggio 6, 2026

Stasera la cerimonia di premiazione

I David di Donatello 2026 entrano finalmente nel vivo. Inaugurata ieri con il discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale di fronte agli attori e ai registi in gara, la cerimonia di premiazione sarà trasmessa in chiaro su Rai 1, alla conduzione di Flavio Insinna e Bianca Balti.
Nonostante la presenza prestigiosa di nomi autorevoli del cinema italiano e di nuove promesse, questa edizione dei David di Donatello verrà ricordata anche per una serie di critiche e accuse sui tagli drastici effettuati al settore, la situazione precaria dei lavoratori, i fondi pubblici negati a film come quello su Giulio Regeni, e polemiche sui alcuni nomi lasciati fuori dalla competizione.

Aria di contestazione

Nelle ultime settimane, il Coordinamento Autori e Autrici e il movimento #Siamoaititolidicoda hanno lanciato una protesta legata al taglio ai Tax credit, che ha drasticamente ridotto il Fondo Cinema, e all’emblematica esclusione del documentario su Giulio Regeni dai finanziamenti.

Nomi importanti del mondo dello spettacolo, come Sergio Castellitto, Valeria Golino, Alessandro Gassmann e il regista Roberto Andò, hanno fatto rimbalzare dichiarazioni dai social alla stampa e si sono schierati a favore della campagna promossa dalle associazioni di categoria.

In particolare, Valeria Golino ha dato voce alle istanze delle associazioni, presentando ieri l’appello al presidente Mattarella. Tra le dichiarazioni, i firmatari richiedono «un confronto che eviti che ogni segnale di allarme si trasformi in uno scontro ideologico, e si concentri sul trovare insieme al più presto regole condivise per garantire la stabilità e l’equilibrio dei sostegni pubblici al settore, e soprattutto la dignità di tutti i lavoratori e lavoratrici che ne fanno parte»

Sergio Mattarella, David di Donatello 2026

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Le parole del Presidente Mattarella e del Ministro Giuli

Lucida e positiva la replica del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha accolto così le candidate e i candidati: «Auguro a tutti voi, e anche vostri colleghi che non sono qui oggi, a tutto il cinema insomma di andare avanti, di avere audacia, di sviluppare e realizzare in libertà i vostri progetti. […] Oggi la comunità del cinema manifesta una diffusa preoccupazione per il futuro, ma sono certo che si riuscirà a trovare un punto di equilibrio tra le diverse esigenze. Il cinema è un patrimonio del Paese che come tale va considerato, sostenuto, valorizzato, incoraggiato».

Inoltre, non si è fatta mancare la voce del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, che si è mostrato aperto al dialogo.
Nonostante abbia celebrato i numeri positivi di un cinema apparentemente in buona salute, il Ministro ha garantito l’impegno del Ministero volto a «rafforzare la terzietà di giudizio, la trasparenza dei criteri e la responsabilità delle scelte», insistendo sull’importanza di tutelare il cinema italiano come «industria, arte e presidio culturale» soprattutto per la sua capacità di essere scomodo quando è necessario.

Candidati illustri e nuove promesse

L’edizione dei David di Donatello 2026 presenta una lista di nomi importanti e di personalità emergenti. In particolare, il film di Francesco Sossai Le città di pianura spicca con 16 candidature; seguono La grazia di Paolo Sorrentino con 14 candidature e Cinque secondi di Paolo Virzì con 13 candidature. Questi film concorrono nella categoria Miglior film insieme a Fuori di Mario Martone e Le assaggiatrici di Silvio Soldini. Tra i nomi di particolare interesse nella categoria Miglior esordio alla regia figurano Alberto Palmiero con il suo Tienimi presente e Margherita Spampinato con Gioia mia. Clicca QUI per vedere tutti i candidati.

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