In scena C’est la vie, William di Luigi Sinacori: il senso dell’amore e della giustizia

Locandina di C’est la vie, William
Il 24 maggio si è conclusa in bellezza la rassegna teatrale “Ricomincio da dieci” 2025/26, organizzata dall’associazione Arcoscenico, presso il Teatro Piccolo di Cava De’ Tirreni (SA). Una stagione ricca di spettacoli, presentati da compagnie di talento che hanno emozionato e affascinato il pubblico. L’ultima serata ha visto il debutto di un’opera inedita, scritta dal regista e attore della compagnia Luigi Sinacori, intitolato C’est la vie, WIlliam. Tra gli elementi di quest’opera è emerso molto del carisma del teatro greco, insieme a un messaggio profondo di catarsi e senso di giustizia e di speranza, nei confronti dell’amore, un faro della vita.
L’ultima serata della rassegna, come molte altre serate prima, ha chiuso con un meritato sold-out. Nella commozione generale e umiltà di tutto gli addetti ai lavori, Luigi Sinacori e tutti gli altri membri della compagnia, hanno regalato una splendida perfomance basata su uno spettacolo inedito. L’opera breve in atto unico è risultata a tratti quasi mistica.
Punti di forza del testo teatrale
Un testo non facile C’est la vie, William, sia da interpretare, ma anche da capire. Semplice e complesso allo stesso tempo. Racconta la storia di due giovani che si amano e che vengono ostacolati dal tiranno, anzi dalla tiranna di turno, Donna Amalia.
Una storia vecchia quanto il mondo eppure sempre attuale e di impatto. Una storia che sembra ispirata del senso morale dei Promessi Sposi. Anche in questo spettacolo si evince che il significato di tutto non è soltanto il trionfo dell’amore, ma la capacità del cattivo di redimersi e comprendere in tempo che è l’assenza di amore e la sete di violenza, che portano a perdere la propria umanità.
L’architettura
Una scenografia suggestiva, codiuvata dallo sfondo di una luna piena che incarna il senso stesso di misticismo ed eternità, delle fasi della vita e dell’amore umano. L’amore ha varie sfaccettature a seconda di chi lo prova. Le luci e i colori usati, sono altrettanto suggestivi. Usati per incorniciare le tre figure di tre grandi emozioni umane, anche voci narranti del coro greco in questo caso. In scena sono stante rappresentate da Eleonora Carrano (Tristezza), Chiara Tornicasa (Rabbia) e da Sonia Tei (Gioia).

C’est la vie william attori
Mentre Mariano Mastuccino è stato il volto di Armando, e Iolanda La Ragione è l’antagonista Donna Amalia. Al loro fianco la giovane Elena è l’amata di Armando e madre del suo bambino che aveva il volto di Flavia Sorrentino, mentre la guarda spalle di Amalia era Rosarianna Rosano.
Il protagonista William, non viene mai visto in volto, ma presenzia sulla scena come voce fuori campo. Ha due voci che lo interpretano quella dello stesso regista Luigi Sinacori che gli dona la voce della sua personalità onirica, nei dialoghi con donna Amalia. Gianluca Pisapia gli da la voce del William del passato.
La premiazione

Premiazione della rassegna teatrale 25/26
Questa stagione è stata ricca di spettacoli eseguiti da valentissime compagnie teatrali di tutto il territorio, invitate dalla compagnia di casa, Arcoscenico. Dopo ogni spettacolo sono stati dati dal pubblico e dalla critica dei voti per ciascun spettacolo. Le suddette compagnie sono i Pappici, Le luci della ribalta, Artenauta Teatro, I Fuori Tempo, I Samarcanda Teatro, e Ad Astra.
L’assegnazione dei premi ha visto varie tipologie e categorie per il conferimento, e come in ogni concorso che si rispetti, sono state conferite targhe di merito ai vincitori, dallo staff di Arcoscenico. Il premio alla miglior attrice è spettato a Rosita Sabetta della compagnia teatrale “I Pappici”. Mentre il premio come miglior attore è stato conferito a Enzo Fauci di “Samarcanda Teatro”.
La miglior regia è spettata a Giuseppe Catalano della compagnia “Ad Astra”. Mentre il miglior spettacolo è stato conferito a “I Fratelli Margherita” a cura di “Luci della ribalta”. In conclusione il premio della critica è stato assegnato ad “Artenauta Teatro” di Simona Tortora con lo spettacolo “Tu 2.0”.
Luigi Sinacori è regista e attore della compagnia Arcoscenico. Ha scritto e diretto lo spettacolo “C’est la vie, William”. Con questo lavoro si è conclusa l’ultima serata della rassegna teatrale 2025/26. Parliamone, cosa ha significato scriverlo e dirigerlo?
“Ho terminato la stesura di questo lavoro nel 2020 in piena pandemia. Visto il periodo appena vissuto e che molti ricordano con sofferenza e fatica, io ho deciso di affrontarlo scrivendo. Approcciandomi alla scrittura è nato questo testo. Si tratta di un atto unico che chiamo un lavoro catartico sui sentimenti. Composto da varie sequenze temporali tra passato, presente e un tempo onirico, c’è stata l’evoluzione dei personaggi del testo. Il tutto ruotando intorno ai sentimenti in primis l’amore. Partendo dai due sposini in attesa, fino ad arrivare alla passione della villain, la mafiosa donna Amalia, orchestrata nei vicoli di un paese X. C’è quindi questa trasformazione, questa catarsi che coinvolge tutti.”

Luigi Sinacori, attore e regista
Qual è il messaggio fondamentale che emerge da questo lavoro?
“Il messaggio che volevo far emergere dallo spettacolo è che bisogna sempre portare avanti tutto ciò che riguarda la sfera dei sentimenti. Dalla speranza, all’amore, senza però calpestare la libertà degli altri. Usando rispetto e compassione. Bisogna sempre rispettare la dignità dell’uomo, metterla al primo posto, sempre e comunque. A volte si rende necessario anche lasciar perdere un amore, come segno di maturità verso sè stessi e il prossimo.”
Chi si può definire il personaggio principale del testo, Armando o il famoso William?
“Per me il protagonista reale del testo è William in tutte le sue sfaccettature. Abbiamo un William del passato che vive nei ricordi di Armando, uno del presente e uno che deve ancora nascere, in quanto sarà il nome del bambino portato in grembo dalla moglie di Armando, Elena. Poi c’è quel William che vive nella mente della villain, donna Amalia. Sembra che l’anima del bambino non ancora nato, dialogando con lei, la aiuti in qualche modo a comprendere realmente, qual è il passo da compiere per salvarsi, come fare la scelta giusta verso i suoi genitori.”

Flavia Sorrentino, in scena come Elena
Chi si sente di ringraziare in conclusione di questa rassegna?
“Una domanda davvero molto difficile, io ringrazio davvero tutti, il pubblico in primis. Come dicevamo, siamo molto soddisfatti dei risultati e dei numeri della rassegna. Abbiamo registrato diversi soldout per quasi tutti gli spettacoli. Il teatro c’è finchè il pubblico è presente e dobbiamo sempre ringraziare loro per il sostegno, sempre e comunque.”

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