“Fuga dal mondo dei sogni”

Editoriale

Giugno 2, 2026

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Il flop sessual-visionario di Bakshi

Provare a descrivere Fuga dal mondo dei sogni (1992) a qualcuno che non l’ha mai visto sembrerebbe il resoconto di un delirio febbrile. Diretto da Ralph Bakshi, il leggendario ragazzaccio dell’animazione americana che ci ha regalato tra gli altri anche Il Signore degli Anelli del 1978, il film è spesso ricordato come la risposta dark e acida a Chi ha incastrato Roger Rabbit (1988). Il risultato finale fu un fragoroso flop di critica e di pubblico, data soprattutto la natura così bizzarra dell’opera. Ma vediamo insieme perché il film merita di essere riscoperto e perché oggi può essere visto con occhi completamente diversi, a posteriori perfino visionari.

Un noir psichedelico e imperfetto

Protagonista è Jack Deebs (Gabriel Byrne), tormentato fumettista che, mentre è in prigione, crea il Mondo Furbo (“Cool World” in originale), un mondo di cartoni animati cinici e folli. Una volta uscito, scopre che la sua creazione non è solo frutto della propria immaginazione, ma una dimensione reale che lo trascina a sé. Al centro di tutto c’è Holli Would (Kim Basinger), provocante donna animata che ha un’unica e fortissima ossessione: fare sesso con un “carnoso” per provare i piaceri della carne e diventare reale. A cercare di impedire il collasso delle due realtà c’è Frank Harris (un giovanissimo Brad Pitt), detective umano intrappolato a Cool World dal 1945.

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