Oltre la nostalgia: tra crisi editoriale, nuovi poteri e identità in trasformazione
Diretto da David Frankel, Il diavolo veste Prada torna al cinema con un compito arduo: non limitarsi a essere il seguito di un cult, ma capire cosa resta davvero di quel mondo a distanza di vent’anni.
La trama, in questo senso, sembra quasi un punto di partenza più che il centro del racconto. «Runway» è in crisi, travolto da uno scandalo e da un cambiamento più profondo: quello dell’editoria. La carta stampata, che un tempo bastava a costruire autorevolezza e desiderio, non è più sufficiente. Al suo posto c’è un sistema veloce, governato dai numeri e dalla rincorsa al contenuto virale. Miranda Priestley si trova così a difendere un impero che sta perdendo il suo prestigio.

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