“Due spicci”, Zerocalcare ci scuote ancora una volta

Editoriale

Giugno 3, 2026

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Due spicci, la nuova serie del fumettista romano Zerocalcare è uscita sulla piattaforma Netflix il 27 maggio e ha registrato nel giro di poco tempo un ottimo successo. La serie segue lo stesso stile irriverente delle precedenti Strappare lungo i bordi e Questo mondo non mi renderà cattivo nelle quali Zero, accompagnato come sempre dall’armadillo (Valerio Mastandrea), affronta determinate vicende rielaborando situazioni, emozioni e dinamiche reali, con un linguaggio diretto e, per certi versi, provocatorio, in modo da coinvolgere attivamente lo spettatore.

Due spicci – Trama

Divisa in otto episodi, Due spicci assume dei toni più complessi che dimostrano una crescita importante del fumettista da un punto di vista artistico, ma anche personale. Nella serie vediamo il protagonista socio insieme all’amico Cinghiale di un bar nel suo quartiere. L’attività sembra procedere senza troppe difficoltà, ma quando insorgono problemi finanziari, Zero ha il dubbio che l’amico gli nasconda qualcosa. E in effetti è così.

La vicenda di Cinghiale, i suoi debiti e la paura di raccontare tutto alla moglie Christine s’intrecciano con gli altri eventi della serie: dall’evoluzione del rapporto di Sarah con la sua fidanzata all’inaspettata svolta per la vita di Secco fino alle varie riflessioni di Zerocalcare, che si ingarbugliano quando torna una figura del suo passato: Smeralda.

La maturità artistica di Zerocalcare

La particolarità di Zerocalcare è che, da sempre, riesce ad andare a fondo delle questioni e delle tematiche trattate senza girarci intorno: insomma, è diretto e spietato. A differenza delle prime due serie, in Due spicci il fumettista ci offre un ritratto più maturo del suo personaggio, il quale si trova a fare i conti con una situazione personale in costante tensione tra il passato e il presente. Zero ha trascurato alcuni rapporti d’amicizia a causa del lavoro, ma ha anche difficoltà a comprendere pienamente sé stesso e la sua relazione con il mondo, intrappolato in un fitto labirinto di rovi appuntiti e ricordi del passato che lasciano un irrisolvibile «what if».

Due spicci

Anche in Due spicci, il protagonista sfrutta le vicende dei personaggi per fare un’analisi dettagliata sui temi più cari alla sua generazione: futuro, amore, famiglia, paura di sbagliare e solitudine. Dinamiche affrontate a volte con piglio ironico (grazie anche alle battute sarcastiche e dirette dell’Armadillo), altre con la consapevolezza di avere tante domande in sospeso e senza risposte da dare. In questo senso, i due spicci diventano, in verità, qualcosa di più grande. Anzi, si potrebbe dire che è dalle piccole rivelazioni che subentrano, successivamente, grandi dilemmi da affrontare, proprio come avviene nella serie.

Quanto costa crescere

Nella vita ci imbattiamo spesso in momenti di crisi che ci mettono in condizione di fare un bilancio di tutto ciò che abbiamo fatto e vissuto e delle relazioni che abbiamo stretto nel tempo. Zero arriva a una conclusione amara, ma per certi versi inevitabile: la vita, spesso, pone una profonda distanza da tutte quelle promesse che facciamo sia a noi stessi, sia a chi vorremmo facesse ancora parte della nostra quotidianità.

Due spicci

Con un’animazione che integra elementi innovativi a quelli classici, la serie si chiude con una riflessione che comunica perfettamente un concetto che, non sempre, riusciamo a digerire: non è sbagliato ammettere i propri limiti e i propri errori, poiché fanno parte del processo di crescita. Zerocalcare riesce ancora una volta a parlare a tutti, senza tradire sé stesso e le sue intenzioni.

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