Visioni Pride. “Liquid Sky” di Slava Tsukerman

Editoriale

Giugno 10, 2026

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Storia folle di una bugia tramandata di generazione in generazione

 

Arriva inevitabilmente dopo, qualunque sia, se ci sia, il significato di Liquid Sky. Film cult indipendente del 1982 allucinato e sgangherato, a opera del russo Slava Tsukerman, morto lo scorso 2 marzo. Nel frattempo, durante la visione (gratuita su YouTube), la bizzarra scena punk newyorchese dell’epoca confonde e diverte. Fluida come le droghe iniettate e nichilista come chi già sa che, da lì a poco, sarà annientato dall’HIV. Le scene si susseguono con un filo logico, i dialoghi e una recitazione (volutamente) monocorde, un’ironia a metà tra un so-bad-it’s-so-good e un porno di serie B. I look acid-kitsch e i synth della colonna sonora electroclash pugnalano con la delicatezza di una scheggia di vetro conficcata nel cranio, dopo un rapporto sessuale non consensuale. Poi però arriva l’ultima mezz’ora e, con essa, le diverse chiavi di lettura al film: è Margaret (Anne Carlisle) a rivelarle, in una scena del tutto iconica.

 

La killer e la cristiana

 

È innanzitutto la storia di una killer: tutte le persone con cui va a letto, si smaterializzano. Si scoprirà, poi, a causa di un disco volante/lampadario stile anni Ottanta a caccia di endorfine. Allora è la storia dei malati di AIDS, di quella malattia che ti consuma da dentro, dei suoi primi avvistamenti e delle sue vittime.

«Si spiega facilmente. Volevate sapere chi e cosa sono io? Sono un’assassina. Uccido con la fica. Scrivetelo pure, se vi va… su Midnight Magazine. O sul National Enquirer. Farà molto scalpore».

Ma è anche la storia di una giovane cristiana del Connecticut, la terra delle abitudini costanti, che non riesce a raggiungere l’orgasmo. Affetta da anedonia e dunque incapace di provare qualunque emozione nel sesso, se non il ribrezzo. Ribrezzo per l’atto e il ruolo che la società le ha imposto.

«Volevate sapere dove sono nata? Vengo dal Connecticut. Stirpe della Mayflower. Mi hanno insegnato ad attendere il mio principe. Magari un avvocato, ed io gli avrei dato dei figli. Ed ogni weekend grandi barbecue. E tutti gli altri principi e principesse sarebbero venuti, e avrebbero detto “Squisito, squisito”. Dio mio, che noia!»

 

Margaret (Anne Carlisle) in Liquid Sky

 

La “sbagliata” e l’androgina

 

È la storia dell’eterna contraddizione femminile, della donna soggetta al male gaze e alla perenne condanna di sentirsi sbagliata agli occhi degli uomini, delle altre donne, dei credenti, dei benpensanti.

«E mi hanno insegnato… che venendo a New York sarei diventata una donna indipendente. E qui avrei trovato un principe, e sarebbe stato… un agente. E lui mi avrebbe procurato una parte. E poi sarei finita a guadagnarmi da vivere servendo ai tavoli. E avrei aspettato fino ai trenta… ai quaranta… ai cinquant’anni».

È la storia della mercificazione dell’identità, della necessità sociale di un suo incasellamento, che si scontra con la libertà di essere chi si vuole. Storia di un’androginia d’ispirazione dichiaratamente bowiana (incarnata nella doppia interpretazione di Carlisle, a metà tra Kira Yoshikage e Annie Lennox) resa un prodotto a servizio del pubblico.

«E mi hanno insegnato che per fare l’attrice… bisogna essere alla moda. E che essere alla moda essere androgino. Ed io sono androgina non meno di David Bowie in persona. E dicono che sono bella. Ed ora uccido con la fica. Non è alla moda?»

 

Anne Carlisle interpreta sia Jimmy (a sinistra) sia Margaret (a destra)

 

Il sogno americano

 

È la storia del sogno americano sgretolato dalla sua impossibilità. Non una donna sull’orlo di una crisi di nervi; bensì l’implosione della crisi, lo smascheramento di una bugia inculcata per anni all’intera generazione X, a generazioni di donne sottomesse al doppio regime del capitalismo e del patriarcato, e alle nuove generazioni. Il cadavere di quella bugia, fetido e in decomposizione, resta tenuto in piedi da un sistema ormai fallito.

«Avanti, chi è il prossimo? Accetto altre lezioni. Come sfondare nello show business. Sii carina col professore, sii carina col tuo agente. Sii carina con il pubblico. Sii carina. Come essere femminile? Donati quando loro ti vogliono. Come essere libera ed alla pari? Scopati le donne invece degli uomini, e scoprirai un intero regno della libertà. Gli uomini non ti calpesteranno più. Le donne sì. E quindi avanti, chi è il prossimo? Chi vuole insegnarmi? Coraggio, insegnatemi! Avete paura? Fate bene. Perché sono tutti morti. Tutti i miei insegnanti».

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