L’uscita nelle sale dell’Odissea di Christopher Nolan non è solo il ritorno di uno dei registi più influenti del nostro tempo alle prese con il mito di Ulisse. È, prima di tutto, un evento tecnologico monumentale. Girato interamente con pesantissime macchine da presa IMAX a pellicola, il film rappresenta un punto di non ritorno per la storia del cinema: è la prima pellicola interamente concepita e realizzata in formato IMAX 70mm.
Mentre gli spettatori affollano le sale, intorno ai termini tecnici si è generato il consueto, affascinante rumore di fondo. Si sente parlare di IMAX, di proiezioni laser, di formati digitali, di 35mm e 70mm. Ma cosa significano davvero queste sigle, e cosa cambia concretamente per chi siede in poltrona? Per comprendere la portata dell’opera di Nolan, occorre fare ordine nell’evoluzione tecnologica del grande schermo.
La mappa dei formati: dalla pellicola tradizionale al digitale
Per decenni, il cinema ha avuto un unico re: il formato 35mm. Si tratta della pellicola cinematografica standard (larga, appunto, 35 millimetri), in cui i fotogrammi scorrono in verticale dentro la macchina da presa e nel proiettore. Pur avendo un fascino organico ineguagliabile, il 35mm ha limiti fisici di risoluzione e luminosità se proiettato su schermi giganti.
Negli anni Cinquanta, per contrastare l’ascesa della televisione, nacque il 70mm tradizionale. Raddoppiando la larghezza della pellicola, si ottiene un fotogramma molto più grande, caratterizzato da una definizione straordinaria, una grana finissima e colori di una profondità sorprendente.
Oggi, tuttavia, la stragrande maggioranza dei cinema proietta in digitale, mandando in pensione le vecchie “pizze” di pellicola. I film vengono distribuiti tramite il DCP (Digital Cinema Package), l’equivalente digitale della vecchia copia fisica: un hard disk contenente file criptati ad altissima risoluzione (solitamente in 2K o in 4K).
Il Gigante IMAX 70mm e i 600 km di pellicola di Nolan
L’IMAX (Image Maximum) nasce con un obiettivo preciso: riempire completamente il campo visivo dello spettatore per annullare la distanza tra realtà e finzione.
A differenza del 70mm tradizionale, la pellicola IMAX scorre nel proiettore in direzione orizzontale, utilizzando ben 15 perforazioni per singolo fotogramma. Il risultato è un’area del fotogramma circa nove volte superiore rispetto al 35mm e tre volte maggiore del 70mm standard. In termini di risoluzione equivalente, l’IMAX 70mm sprigiona una definizione stimata intorno ai 18K: un livello di dettaglio nitido e profondo che nessun proiettore digitale commerciale è in grado di eguagliare.
Per dare forma all’Odissea, Nolan ha girato l’incredibile cifra di circa 600 chilometri di pellicola impressionata. Questa quantità spaventosa di celluloide si traduce, per la copia di proiezione finale, in pizze (le bobine fisiche) gigantesche: rulli monumentali che arrivano a pesare oltre 250 chili e a misurare quasi due metri di diametro.
Anatomia di una proiezione analogica: cosa serve in cabina?
Proiettare un film del genere in pellicola non è solo questione di premere il tasto play. È un’opera di alta ingegneria logistica e artigianale che richiede elementi specifici:
- Una cabina di proiezione extra-large: i cinema moderni hanno cabine microscopiche pensate per i compatti server digitali. Per la pellicola (specialmente in 70mm) serve spazio. I proiettori sono enormi e richiedono sistemi a piatti orizzontali (platter systems) di un metro e mezzo di larghezza per srotolare e riavvolgere la pellicola senza interruzioni.
- Il proiettore adatto: macchine mitiche e interamente meccaniche come i proiettori Cinemeccanica Victoria 8 (un vanto del Made in Italy che ha fatto la storia del cinema globale). Questi giganti di metallo devono far scorrere la pellicola davanti a una potentissima lampada allo Xenon (che genera temperature altissime) a una velocità costante di 24 fotogrammi al secondo.
- La figura del proiezionista: è il vero eroe invisibile. Un professionista che deve assemblare manualmente le varie parti del film arrivate nei fusti di trasporto, giuntarle con precisione millimetrica, infilare la pellicola negli ingranaggi del proiettore e monitorare costantemente la messa a fuoco e lo stato fisico del supporto durante la proiezione per evitare graffi, rotture o surriscaldamenti.
La situazione in Italia: l’IMAX Digitale
La cruda verità per i cinefili italiani è che in Italia non esistono più sale attrezzate per proiettare in IMAX 70mm analogico (l’ultima storica sala a Riccione è stata dismessa nel 2013). Sono 41 le sale nel mondo in grado di farlo, e si trovano principalmente in Nord America. In Europa, solo pochissime città come Londra, Praga e Bruxelles dispongono di almeno una sala attrezzata.
Nel nostro Paese, l’esperienza IMAX è esclusivamente digitale. Le sale italiane utilizzano due tipi di tecnologie di proiezione:
- IMAX Digital (Xenon): il sistema standard introdotto per digitalizzare le sale, che utilizza due proiettori 2K.
- IMAX con Laser: la tecnologia più recente e avanzata, che impiega proiettori laser 4K in grado di offrire contrasti nettissimi, neri assoluti e una gamma cromatica ampliata, avvicinandosi sensibilmente alla resa della pellicola.
Nelle sale digitali, il formato dell’immagine dell’Odissea si adatterà a un rapporto di 1,90:1 (o 1,43:1 laddove supportato dai sistemi laser a doppia campionatura), offrendo comunque fino al 26% di immagine in più rispetto alle proiezioni standard.
Dove vedere film in IMAX: la geografia delle sale italiane
Attualmente, sul territorio nazionale si contano 9 sale IMAX attive, tutte inserite in contesti multisala commerciali:
- UCI Cinemas Orio al Serio (BG): Dotata di tecnologia IMAX Laser, vanta uno degli schermi curvi più grandi d’Europa (circa 490 mq).
- UCI Cinemas Pioltello (MI): Storica sala pioniera, aggiornata recentemente.
- Notorious Cinema Sesto San Giovanni (MI): Apprezzata per il comfort e l’ottima acustica.
- Uci Luxe Fiumara Genova (GE): Unica sala IMAX della Liguria.
- UCI Cinemas Verona (VR): Punto di riferimento tecnologico per il Nord-Est.
- UCI Luxe Campi Bisenzio (FI): L’unico avamposto IMAX attivo per la Toscana.
- UCI Cinemas Porta di Roma (RM): Storico schermo di riferimento della Capitale.
- UCI Luxe Maximo (RM): Configurazione di ultima generazione per l’area romana.
- Happy Maxicinema Afragola (NA): Il baluardo tecnologico per l’alta definizione nel Sud Italia.
Dove vedere i film in pellicola 70mm in Italia
Se l’IMAX 70mm è irraggiungibile senza un biglietto aereo, gli spettatori italiani hanno comunque un’alternativa straordinaria per godere della bellezza della pellicola fisica. Alcuni cinema d’essai e sale storiche hanno deciso di mantenere proiezioni in pellicola 70mm tradizionale (non IMAX).

Una pellicola 70mm
Si tratta di proiezioni dal fascino romantico e dalla straordinaria resa visiva, curate da proiezionisti che montano manualmente le pesanti bobine del film. In Italia, le pochissime sale selezionate per questa storica programmazione analogica in 70mm sono:
- Arcadia Cinema (Melzo, MI): Nella sua celebre Sala Energia, dispone di impianti di proiezione in 70mm e 35mm leggendari, famosi anche all’estero.
- Cinergia (Conegliano, Treviso): Multisala del Veneto dotata della tecnologia necessaria.
- La Cineteca di Bologna (Cinema Lumière): Tempio del restauro e della conservazione cinematografica.
- Il Cinema Quattro Fontane a Roma: Presidio storico dell’analogico nel cuore della Capitale.
- Il Cinema Metropolitan a Napoli: Unico avamposto attrezzato in tutto il Sud Italia.
Oltre al 70mm, diverse sale italiane di eccellenza mantengono proiettori 35mm attivi per rassegne vintage, grandi classici o proiezioni speciali.
Scegliere per l’Odissea una proiezione in pellicola 70mm o in una moderna sala IMAX Laser significa assecondare la promessa dello stesso Christopher Nolan: strappare lo spettatore dalla distrazione domestica per restituirgli il cinema come rito collettivo, immenso e meravigliosamente travolgente.
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