Padova Jazz Festival 2026 – In autunno la nuova edizione

Editoriale

Luglio 28, 2026

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Si inizia con un’anteprima il 10 ottobre, per cominciare poi ufficialmente dal 22 ottobre al 8 novembre, con tanti ospiti e star internazionali

 

Amii Stewart e Dee Dee Bridgewater: due dive della black music incorniciano il cartellone del Padova Jazz Festival 2026. Incontri tra artisti di generazioni diverse, intersezioni stilistiche che portano il jazz a confrontarsi con la contemporaneità, ascolti esplorativi lungo le traiettorie geografiche e storiche della musica afroamericana: tutto ciò si ritrova nel programma della kermesse padovana, nel quale per altro spiccano le presenze femminili, con nove musiciste leader su sedici concerti.

Dal 22 ottobre all’8 novembre (con in più un’anteprima il 10 ottobre) il festival ospiterà star della scena sia internazionale (Kurt Elling con gli Yellowjackets) che italiana (Danilo Rea con Luciano Biondini), artisti di massimo prestigio ma di rara visibilità in Italia (Delfeayo Marsalis, Brandee Younger), giovani rising stars che lasciano allibiti per la maturità espressiva (Isaiah Collier). Continuano inoltre le esplorazioni dei legami tra musica afroamericana e musica latin (Yilian Cañizares, Marialy Pacheco) e del jazz italiano, con artisti il cui talento merita una vera riscoperta.

Questo cast policromo calcherà gli innumerevoli palcoscenici del festival: dalle sale di pregio storico e architettonico (Teatro Verdi, Sala dei Giganti al Liviano, Centro Culturale Altinate/San Gaetano), al palco per grandi eventi del Gran Teatro Geox, agli spazi più informali del Barco Teatro e le aule dell’Università degli Studi di Padova.

Il Padova Jazz Festival è organizzato dall’Associazione Culturale Miles presieduta da Gabriella Piccolo Casiraghi, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Padova e l’Assessorato alla Cultura della Regione Veneto, con il contributo di Bosco Costruzioni e di Volksbank e con il sostegno del Ministero della Cultura.

Aspettando il festival

Sabato 10 ottobre al Gran Teatro Geox, Amii Stewart sarà protagonista di un concerto che farà da anteprima alla ventottesima edizione del Padova Jazz Festival. Un prologo con una regina del canto black che ha grandi storie da raccontare, grazie a un programma musicale dalle forti connotazioni narrative. Amii Stewart ha raggiunto il successo planetario nel 1979 con Knock on Wood. Da allora la sua voce potente e la sua carismatica presenza scenica hanno affascinato numerose generazioni di fan: una carriera lunga e prolifica grazie alla capacità della Stewart di reinventarsi rimanendo sempre un punto di riferimento per il panorama musicale contemporaneo.

Jazz Music Matters

Nelle tre serate principali del festival al Teatro Verdi la musica si fa veicolo di messaggi sociali e di impegno civile, ma funziona anche come scrigno di memorie storiche.

L’unione tra Kurt Elling e gli Yellowjackets crea una collaborazione avvincente tra due superpotenze del jazz: Elling è celeberrimo per l’istrionismo improvvisativo e la voce di baritono che lo ha fatto definire “un Frank Sinatra dotato di superpoteri”; gli Yellowjackets sono una leggenda del jazz fusion. Una simile band è fondamentale per permettere a Elling di volare alto in “Celebrate Weather Report”, un omaggio alla musica dei Weather Report che si ascolterà il 5 novembre.

Una grande diva non fa mai le cose per caso. La band della cantante Dee Dee Bridgewater (che si esibirà il 6 novembre) è un quartetto tutto femminile assemblato per eseguire brani di protesta e lanciare un grido di battaglia: “We Exist!”. Arte e attivismo si materializzano, in un’ottica totalmente femminile, nella poliedrica, raffinata e potente vocalità di una leggenda della musica jazz.

L’ultima serata al Verdi, il 7 novembre, sarà con il giovane sassofonista chicagoano Isaiah Collier. Sentirlo alle prese con un omaggio a John Coltrane (di cui per altro ricorre il centenario della nascita) è qualcosa di rivelatorio. L’urgenza espressiva è degna del suo modello, riflessivo, introspettivo e feroce al contempo. Dei quartetti coltraniani, con la loro potenza e le trame intricate, Collier sviluppa ogni possibilità, giocando sfacciatamente allo stesso livello di intensità tecnica e spirituale. DownBeat, massima autorità in materia, non ha dubbi: Collier è “il prossimo gigante del sassofono” e “ha trasceso il livello del prodigio. Non è la sua età a scioccare. È quello che sta suonando”.

Cuba a Padova

Proseguendo il filone inaugurato lo scorso anno, il Padova Jazz Festival 2026 lancia un affondo nei territori del latin jazz con due artiste di enorme virtuosismo e comunicativa, entrambe originarie di L’Avana.

Nello stile della violinista e cantante Yilian Cañizares il jazz coabita con la musica cubana e la classica. Questo incrocio dà forma a una musica di raro equilibrio tra gli estremi del colto e il popolare. Così è anche nel trio col quale si esibirà a Padova (23 ottobre, Sala dei Giganti): un caleidoscopio sonoro nel quale confluiscono innumerevoli ispirazioni, un progetto di musica globale dalle infinite sfaccettature.

Il 30 ottobre all’Auditorium Centro Culturale Altinate/San Gaetano arriverà la pianista Marialy Pacheco, il cui trio espande la tavolozza di colori della musica cubana, spingendola verso le tradizioni dell’America Latina e le influenze della musica classica. E infatti la musica suona autentica e tradizionale eppure anche contemporanea.

Padova Jazz Festival

Arabella Rustico (© Tommaso Taurisano)

La tradizione con una marcia in più

Ci sono poi concerti capaci di riportare alla luce le radici del jazz afroamericano, vivificandone la tradizione ma anche aggiornandola alla sensibilità moderna.

È il caso del trombonista Delfeayo Marsalis, esponente della più celebre dinastia jazzistica al mondo, la Marsalis Family (è figlio di Ellis Marsalis e fratello di Wynton e Branford). È una vera rarità ascoltarlo in Italia.

A Padova arriverà (il 31 ottobre alla Sala dei Giganti) con un inedito quintetto con la presenza in front line di Eric Alexander, uno dei massimi rappresentanti odierni del sax tenore: è la prima volta che questi due grandi solisti condividono il palco in Europa. Delfeayo si appropria della profonda eredità musicale della sua terra d’origine, culla del jazz, e dimostra che non sempre è necessario essere avanguardisti per indicare la strada verso il futuro. Delfeayo sfoggia swing, groove ed entertainment: a New Orleans il jazz si basa su questi valori fondamentali.

Brandee Younger ha rivoluzionato il ruolo dell’arpa nella musica jazz, come si ascolterà il 29 ottobre all’Auditorium Centro Culturale Altinate/San Gaetano. Con l’innovazione sonora e stilistica di Brandee, che smantella qualunque limitazione relativa allo strumento, l’arpa entra di slancio nell’era della musica digitale, mentre risalta con grande intensità il senso di rispetto per le radici e la presenza di uno scopo.

Il 22 ottobre nell’Aula Rostagni dell’Università degli Studi di Padova il sassofonista Pietro Tonolo si esibirà in un format tagliato su misura per i grandi solisti del sax, il trio senza pianoforte, con una ritmica d’altro profilo: Dario Deidda e Jorge Rossy.

Una delle vie italiane al jazz è la reinterpretazione (con un sovrappiù di armonizzazione e improvvisazione) del repertorio cantautorale nazionale. Il 24 ottobre alla Sala dei Giganti, il pianista Danilo Rea e il fisarmonicista Luciano Biondini intrecciano i loro strumenti a tastiera dando vita a un omaggio vibrante alla ricchezza senza tempo della canzone italiana: da Paolo Conte a Lucio Battisti, Luigi Tenco, Ennio Morricone e tanti altri.

Matinée domenicali

Ognuna delle tre settimane del Padova Jazz Festival si completa con un live la domenica mattina, sempre al Barco Teatro. Concerti che portano il jazz a contatto con altre esperienze musicali.

Il 25 ottobre la cantante brasiliana Silvania Dos Santos e il chitarrista Giancarlo Bianchetti propongono un percorso attraverso la più autentica musica brasiliana, inframmezzandola con alcune composizioni originali del duo.

La contrabbassista e cantante Arabella Rustico (in arte semplicemente Arabella) è l’espressione del rinnovamento del vivaio jazzistico italiano. Giovanissima e dinamica, a proprio agio al fianco di numerosi grandi nomi della musica pop nazionale, Arabella lascia emerge la sua più pura vocazione jazzistica quando si esibisce alla testa di propri gruppi, come il trio che si ascolterà l’1 novembre.

Il concerto dei Lovesick (8 novembre) sarà un’immersione nelle atmosfere americane degli anni Quaranta e Cinquanta, tra country, rock’n’roll, western e swing. Gli appassionati di jazz, potranno divertirsi a rintracciare (non sono poi così nascoste) le parentele di queste musiche popolari con quelle di matrice jazz afroamericana.

Pomeriggi per orecchie curiose

L’ultimo fine settimana del festival, ai tre grandi live serali al Teatro Verdi si affiancano altrettanti concerti pomeridiani al Ridotto del Teatro Verdi con accattivanti proposte di jazz italiano.

Si inizia il 5 novembre con il quartetto di Vito Di Modugno, uno dei gioielli (nascosti) del jazz nazionale. Sentirlo all’organo Hammond sarà una sorpresa per chi non lo conosce e una gioia per chi ha avuto modo di ascoltare, magari a ripetizione, i fenomenali dischi del tastierista pugliese.

Quello tra Massimo Moriconi ed Emilia Zamuner è un connubio artistico di straordinaria intensità, come si potrà appurare il 6 novembre. Con la formula essenziale di contrabbasso e voce, i due musicisti creano un’atmosfera intima e coinvolgente, con sorprendenti e talvolta ironici giochi di prestigio tra ritmo e melodia.

Il 7 novembre si ascolterà il trio “Amos Alfredson Project” del vibrafonista Saverio Tasca: formazione che ingloba elementi variegati dalla musica occidentale, sia classica che etnica, ponendosi come voce eccentrica nel filone del jazz europeo.

Jazz da leggere e guardare

L’incontro tra il jazz e le altre forme di espressione artistica accompagna il festival in tutto il suo percorso, con vari appuntamenti a ingresso gratuito.

L’arte della fotografia jazz è da sempre al centro degli interessi del Padova Jazz Festival. Quest’anno le mostre fotografiche saranno due: la prima dedicata agli scatti di Tim Dickenson (dal 26 ottobre al 28 novembre alle Scuderie di Palazzo Moroni), l’altra alle immagini di Alessandra Freguja (dal 19 ottobre al 22 novembre al Caffè Pedrocchi).

Per consultare il programma nel dettaglio e per tutte le info: www.padovajazz.com

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