L’arrampicamuri di Tom Holland tra nuove sfide e rimpianti
Dopo Spider-Man: No Way Home, Tom Holland torna in Spider-Man: Brand New Day, in uscita a luglio 2026. La nuova pellicola segna un capitolo completamente nuovo per Peter Parker e Spider-Man.
Diretto da Daniel Cretton, il film è prodotto da Columbia Pictures, Marvel Studios, Pascal Pictures e distribuito da Sony Pictures Releasing.
Scritto da Chris McKenna ed Erik Sommers, nel cast vede Zendaya, Jacob Batalon, Jon Bernthal e le new entry Sadie Sink, Tramell Tillman, Michael Mando. Torna come Hulk/Banner Mark Ruffalo, e ancora Marvin Jones III, Liza Colón-Zayas, Zabryna Guevara ed Eman Esfandi.
Trama
L’eroe aveva rinunciato a tutto pur di salvare il mondo, persino ai suoi amici e alla vita che conosceva. Sono passati quattro anni dagli eventi di No Way Home. Dall’incantesimo di Doctor Strange nessuno sa chi sia Peter Parker: non ha avuto più contatti con gli Avengers e con i suoi amici.
Zia May non c’è più e Peter vive in completa solitudine, avendo volontariamente cancellato se stesso dalla vita e dai ricordi di chi ama. Combatte il crimine in una New York a cui si è dedicato interamente, collaborando con l’ispettrice Jean DeWolff. Con l’intensificarsi delle sue responsabilità, la pressione scatena una sorprendente evoluzione fisica che mette a repentaglio la sua stessa esistenza, mentre una nuova e misteriosa serie di crimini dà origine a una delle minacce più pericolose che abbia mai affrontato.
In una normale giornata di lavoro per l’eroe, mentre insegue un veicolo blindato diretto verso una prigione del Dipartimento del Damage Control, viene coinvolto anche Frank Castle. Sfondata la parete della prigione, Peter scopre che alla guida del blindato c’è una misteriosa entità telepatica capace di controllare le persone passando da una mente all’altra.

Spiderman Brand new day
Punti di forza della pellicola
La regia e la fotografia della nuova pellicola dedicata all’arrampicamuri denotano la solita cura e precisione direttiva. Ogni angolazione racconta un preciso momento e uno stato d’animo del protagonist. I visual effects sono iperrealistici, autentico marchio di fabbrica Sony e Marvel Studios che non delude.
L’interpretazione di Tom Holland è degna di elogio. Sia la parte attoriale che gli stunt sono curati, e a dir poco perfetti. Holland è il perfetto Spider-Man: ha raccolto l’eredità dei suoi predecessori e ha messo il suo personale e iconico marchio di fabbrica.
La sinergia sullo schermo con gli altri personaggi funziona. La già acclamata collaborazione con Zendaya (MJ) e con Jacob Batalon (Ned Leeds) si riafferma ottimale. Ma anche il nuovo incontro/scontro con il Frank Castle di Jon Bernthal ha un suo significato profondo.
Sadie Sink nei panni di Jean Grey, che qui appare come la villain, convince però poco. È un personaggio totalmente nuovo, diverso dalla mutante che tutti conosciamo, troppo simile al personaggio interpretato dalla giovane attrice in Stranger Things. Tuttavia ha una sua funzione nella psicologia di Spider-Man.
Messaggi e contenuto emotivo
La trama è quel che pecca leggermente. Premesso che la saga dedicata a Spider-Man sembrava narrativamente conclusa già con l’episodio tre, No Way Home, l’intera pellicola rappresenta una gran forzatura, dettata dal desiderio dei fandom. Tuttavia c’è molta carne al fuoco e i messaggi che la storia intende lanciare sono diversi.
Il tema della crescita e del cambiamento: maturare richiede compiere scelte, sacrifici e talvolta chiusure dolorose. Questo Peter Parker lo sa bene. Ha perso tutti, ha rinunciato a tutto pur di diventare l’eroe di cui New York ha bisogno. A questo scopo si dedica anima e corpo al lavoro di supereroe e l’unica di cui si fida è l’agente Jean DeWolff (Liza Colón-Zayas).
Questo dolore, sommato al senso di responsabilità che grava su di lui, lo spinge a cambiare. Inizia a sentirsi inadeguato, oscuro, un mostro: cosa che lo accomuna al tema dell’alter-ego di Banner e su cui fa leva Jean Grey per piegarlo.
L’amore non corrisposto: sebbene MJ sia sempre l’oggetto del suo amore, lei non può ricordare i momenti passati insieme e gli confessa di non provare più quel che sentiva prima dell’incantesimo di Strange.
Peter impara la lezione più dura: amore e amicizia adolescenziale non durano per sempre. Dovrà imparare a fidarsi in primis di se stesso, abbracciando anche la nuova oscurità che fa parte del suo processo evolutivo.
Inoltre stringerà nuovi legami di amicizia e fiducia reciproca: prima con Yelena Belova (Florence Pugh), poi con The Punisher, e infine proprio con la temibile telepate Jean Grey.
La morale della favola è abbracciare il cambiamento, andare avanti nonostante i dubbi e le difficoltà. Perché se da un grande potere derivano grandi responsabilità, dalle tribolazioni dell’età adulta sboccia il vero potere della resilienza. Lo Spider-Man di Tom Holland in questo centra l’obiettivo.

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