Davide Fiore, una vita a ritmo di musica

Gennaio 19, 2024

Il talento del banjoista, vanto salernitano.

Davide Fiore, appassionato musicista salernitano di banjo a 5 corde, ha intrapreso il suo viaggio musicale dieci anni fa, dedicandosi a esplorare le armoniose e travolgenti sfumature del genere Bluegrass e della musica irlandese. Sotto la guida esperta di Claudio Parravicini, l’artista ha partecipato a diversi workshop formativi con figure illustri del panorama musicale, tra cui Noam Pikelny e Silvio Ferretti. Con la collaborazione di Luciano Napoli, ha dato vita a “Operazione Banjo”, album autobiografico dal tono goliardico e autoironico, attraverso il quale condivide la sua voglia di vivere di musica.

L’uso del banjo legato alla musica Bluegrass e irlandese non è poi così comune in Italia. Cosa ti ha spinto ad orientarti su questo stile?

Inevitabilmente quando si approccia il banjo a 5 corde i generi da cui si parte sono il bluegrass e l’old time, che su tutti sono quelli per cui questo strumento si è distinto. Nella musica irlandese il banjo che più viene suonato è il tenore a 4 corde che meglio si adatta per sonorità allo stile tradizionale, ma sono stati molti i banjoisti a 5 corde che si sono cimentati in questo genere e, da amante della musica irlandese, ho seguito le loro orme.

Sebbene sia un genere molto coinvolgente ed armonico, il Bluegrass non è molto diffuso fuori dai confini dell’America. Tuttavia, sembra che ci siano dei segnali di apertura nei suoi confronti. Qual è la tua esperienza recente?

Per quella che è la mia esperienza credo che il motivo per cui questo genere non si è ancora diffuso quanto merita, almeno qui in Italia, è semplicemente che non siamo abituati ad ascoltarlo. Ogni nazione ha la sua tradizione musicale ed il bluegrass appartiene a quella degli Stati Uniti, ma ogni qualvolta ho suonato o partecipato a live di musica bluegrass, ho sempre notato che gran parte degli ascoltatori restava coinvolta ed incuriosita da quello che ascoltava! Inoltre, grazie a film, serie TV e a diverse band che hanno aggiunto al bluegrass strumenti e sonorità esterne alla sua tradizione, questo genere sta diventando sempre più conosciuto anche qui da noi.

Quello per il banjo è stato un colpo di fulmine? Come è avvenuto l’incontro con questo genere di sonorità?

Sì, posso dire che c’è stato un colpo di fulmine quando da bambino mi sono imbattuto nel videogioco per Nintendo 64 “Banjo & Kazooie” e la sua colonna sonora. Da lì in poi ho sempre continuato ad ascoltare quelle musiche e approfondire questo strumento finché non ho deciso di comprarne uno. Appena l’ho imbracciato la prima volta è nato questo amore che va avanti da più di 10 anni!

Un musicista come te che genere di musica ascolta e da cosa si fa ispirare nella composizione dei suoi brani?

Nella mia vita ho ascoltato quasi ogni genere musicale con una particolare preferenza per il folk e tutto quello dove strumenti acustici e melodie sono protagonisti, ma il mio artista preferito in assoluto è Caparezza, che sicuramente ha influenzato la scrittura dei miei testi. Per il mio primo album però ho voluto omaggiare le sonorità dei videogame che mi hanno permesso di far nascere e portare avanti questa passione, cercando di ricreare mood allegri e giocosi come sfondo a testi ricchi di ansia e paure.

Quali progetti hai per il tuo futuro di musicista?

Non voglio porre vincoli alla mia creatività. Ho in cantiere diversi brani per un secondo album da cantautore, ma anche brani strumentali per qualcosa di più tradizionale. Da poco mi sono trasferito in provincia di Milano per mettermi in gioco anche e soprattutto come musicista e a tal proposito, a breve, inizierò a portare la mia musica in strada.

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1 commento

  1. Matilde

    Hai tutte le carte…x farcela…forzaaa

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