Frangenti Festival irrompe come un’onda a Conca Dei Marini

Settembre 30, 2023

Tra il cielo e il mare della Costiera Amalfitana, l’intrattenimento che fa bene al cuore e agli occhi

Dal 15 al 17 settembre, il panoramico borgo di Conca dei Marini, in provincia di Salerno, è stato meraviglioso palcoscenico del Frangenti Festival. A raccontarci tutto, l’ideatore e organizzatore, Vincenzo Albano, responsabile artistico, insieme con Stefania Tirone, di Ablativo, declinazioni espressive.

 Frangenti Festival. Che cos’è e da dove nasce?

Nasce sostanzialmente con un obiettivo principale: quello di esplorare e valorizzare, per il tramite delle arti, la bellezza dei territori, che molto spesso vengono abitati, ma non vissuti, promuovendo allo stesso tempo il valore della cura. Parliamo, quindi, di teatro, musica e attività educative non tanto come linguaggi in sé, ma come strumenti per godere della bellezza dei luoghi. Conca dei Marini, in tal senso, è un luogo magico.   È un piccolo borgo dalla doppia anima, marinara e contadina, abbracciato alle alture dei Monti Lattari. Il festival quest’anno si è tenuto nel teatro all’ aperto, luogo suggestivo, che sfrutta il naturale declivio della roccia, con un palco a picco sul mare, uno spettacolo nello spettacolo. Vista la sua natura multidisciplinare, lo abbiamo articolato in sezioni. Ha aperto la prima serata la sezione live, legata alla musica d’autore, con particolare riferimento al cantautorato italiano. Ospite Giovanni Block, cantautore napoletano. Il suo ultimo album è un viaggio nella musica d’autore italiana, anche con delle  digressioni verso la grande poesia della nostra letteratura. La seconda è stata la sezione stories, volta al valore del recupero dell’ascolto, attraverso il teatro. Infine, la sezione kids, dedicata alle famiglie e ai bambini, con una serie di attività educative che possono essere completamente trasversali al teatro e alla musica.

Perché il nome “frangenti”?

Perché  è un festival che si sposa perfettamente con la natura di un  territorio baciato dal mare. La metafora delle onde frangenti che generano una spuma di mare, che accarezza le rocce, a volte dolcemente e a volte impetuosamente, mi rimandava a qualcosa che potesse entrare nei luoghi o con una carezza o con un guizzo di mare e stravolgere il tempo di un luogo per farlo diventare da tempo ordinario a tempo extraordinario.

A quale target di pubblico si è rivolto il festival?

Parliamo di un target vasto, dai tre ai cento anni. Sin dalla prima edizione di Frangenti, abbiamo avuto il desiderio ed il  piacere di interloquire con diverse fasce d’età. Gli spettacoli proposti possono essere fruiti dal pubblico, senza settorializzazioni costringenti. Sono quegli appuntamenti che mettono insieme i bambini e i nonni, le intere famiglie.

Frangenti nasce da una tua idea. Giunti alla settima edizione, ti definiresti un visionario che è riuscito a realizzare il suo progetto?

Non so se definirmi un visionario. Mi piace lavorare con l’immaginazione e condividerla. In fondo parte tutto da una scintilla immaginifica e dal mio amore viscerale per il mare. Non sono esattamente un visionario. Sono un entusiasta. Percepire la sensazione che la gente abbia capito il tuo progetto e ne riconosca il valore ti fa trarre un bilancio positivo. Questo è in fondo il teatro. Non serve sapere, ma avere la percezione che in quel momento si stanno incontrando delle persone. Stai mettendo insieme persone e luoghi  attorno a quell’immaginazione, quella fantasia che ne è il motore.

Il prossimo appuntamento è fissato per l’estate del 2024 allora? Cosa possiamo aspettarci?

Ho già presentato al Comune di Conca dei Marini una serie di attività educative che accompagneranno, da ottobre a  aprile, i lavori per la prossima edizione e per questo devo sinceramente ringraziare l’amministrazione e il sindaco Pasquale Buonocore. Il mio auspicio è che possano concretizzarsi tutti quegli intenti che vorremmo portare avanti anche nei mesi meno interessati dagli eventi estivi, come l’autunno e l’inverno, perché credo fermamente che il festival si debba integrare all’interno del territorio e per fare questo c’è bisogno che il territorio mostri affetto per il progetto, affinché non venga vissuto come qualcosa di passeggero.

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