Quadri, sceneggiature, libri ed eventi. Parola ad Anna De Rosa

Editoriale

Novembre 30, 2023

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Da Uno Mattina a Maurizio Costanzo, l’artista salernitana svela i segreti del suo percorso

L’artista salernitana Anna De Rosa si definisce una pittrice eco-sostenibile, perché dopo anni di sperimentazioni con vari materiali e diverse superfici e ovunque la sua arte la conducesse, a seguito di un’intuizione, ha iniziato a dipingere riciclando i cosmetici.

Lavora su fogli, su tele, ma è anche muralista. Si è consacrata all’arte attraverso l’uso dello spazio e del colore. Sperimenta nelle sue opere prospettive, colori e forme.

La sua pittura è stata riconosciuta dagli addetti ai lavori come “realistico naive” (tale identificazione di genere è stata confermata da The Pollock-Kransner Foundation di New York e da The National Museum of Women in the Arts Washington, che raccoglie le opere di tutte le pittrici dal passato fino ad oggi).

Si ispira a Frida Kahlo, a Paul Gauguin, a Vincent Van Gogh, a Francis Bacon, a Lucian Freud, a Henri Rousseau, a Joaquin Sorolla. Attualmente si dedica alla pittura con mostre personali e collettive nazionali e internazionali (Madrid-Dubai-Grecia-Mosca-San Pietroburgo-Atene-Parigi-Miami). De Rosa è anche un’organizzatrice di eventi artistico/culturali per associazioni di volontariato.

Curatrice di eventi, ha anche pubblicato numerosi libri, vincendo concorsi letterari e partecipando ad antologie letterarie. In tutto ciò che fa ci mette il cuore e tanta volontà.

Per il figlio regista-produttore, Antonello Novellino ha curato storyboard e scritto sceneggiature insieme alla figlia Sara Novellino. Questi testi sono diventati video, cortometraggi e spot pubblicitari. L’autrice/pittrice, pagina dopo pagina, quadro dopo quadro svela i sogni, le storie, le ambizioni, le illusioni e le vittorie della sua vita.

L’ultimo dei suoi progetti, appena concluso, è la rassegna letteraria Incontri con le autrici, una serie di appuntamenti che si svolge presso la Sala della Torre, del palazzo Sant’Agostino della provincia di Salerno, animando le giornate autunnali per due mesi a partire da giovedì 28 settembre 2023 fino al 30 novembre in orario pomeridiano dalle 16.30.

Il primo appuntamento è stato con Antonia Vivone giovedì 28 settembre, a seguire il giovedì successivo 5 ottobre è stato il turno di Agata Senatore e Rita Ragni. il 12 ottobre è toccato invece Agnese Belardi. Il successivo appuntamento del 19 ottobre invece ha avuto luogo con Donatella Fenio. Successivamente, il 26 ottobre, è toccato a Titti Ficuciello. Il 9 novembre è seguita Elena Lanzetta, mentre il 16  Luana Vitaliano. Il 23 novembre è stata Luciana Mauro ad essere ospite della rassegna, conclusasi con Anna Cappuccio il 30 novembre.

Vorrebbe raccontare qualcosa del suo vissuto e soprattutto da quanto tempo si dedica all’arte?

Io mi sento una, nessuna, centomila. Sono del segno dei gemelli quindi ho bisogno della comunicazione di portare messaggi, di circondarmi di bellezza. Sono nata con il bisogno di creare e comunicare, fin dall’asilo.

Quali libri ha scritto, come si intitolano e di cosa parlano? Quali case editrici li hanno pubblicati?

Ho pubblicato più libri. Ho vinto concorsi editoriali. Ho fatto recensioni di film per il cinema, come ti ho detto, che pubblicavo, poi, sui giornali. È per questo che ho preso il patentino da giornalista. Sono iscritta all’ordine dei giornalisti dal 2001. Il mio primo libro “Cinica”, raccolta di poesie, pensieri, brani, ha avuto le recensioni di Barbara Alberti che poi mi ha inserita nel libro delle 80 donne eccellenti italiane e di altri scrittori e dirigenti case editrici importanti. Per questo motivo mi hanno chiamato anni fa a partecipare a “Uno Mattina”. Sono stata invitata a presentarlo, poi, da Maurizio Costanzo, dove sono andata anche in veste di pittrice.

Ho trasformato i miei libri e racconti in sceneggiature per mio figlio regista, quando faceva l’università e doveva allenarsi: sono diventati cortometraggi. Hanno vinto molti premi anche in denaro. Sono tutti su Youtube, basta cercare il canale di Antonello Novellino. Mio figlio oggi è un produttore di serie e film per piattaforme come Netflix e Amazon Prime. Ho fatto davvero tante cose artistiche e culturali. È bello sperimentare. La curiosità non andrebbe mai persa. Scrivo ancora, se capita. Comunque, finora, quello che sentivo di dover dire, l’ho detto. Il mio libro più letto è stato Dura Nuda e Cruda.

Attraverso Facebook ho avuto l’opportunità di essere seguita da alcuni critici d’arte, e sono stati tutti molto positivi nei miei confronti. Mi hanno fatto delle recensioni molto belle. Vittorio Sgarbi mi ha conferito un premio consigliandomi, anche, di portare avanti il mio lavoro con i cosmetici.

Anche se la mia arte può non piacere a tutti, come è probabile che sia, tutti comunque riconoscono la passione che metto in quello che faccio, l’impegno. Anche per la scrittura ho avuto sempre buone recensioni sia da scrittori che da critici, che ringrazio molto.

Il suo lavoro presso palazzo della Provincia di Salerno è ammirevole, quando è cominciato e come?

È iniziato anni fa quando con mio cognato, pittore anche lui, abbiamo deciso di realizzare una bipersonale al Palazzo della Provincia di Salerno, intitolata DNA creativo.

Fu un successo inaspettato! E da allora non mi sono più fermata. Dal 2011 dipingo utilizzando i cosmetici dismessi, quindi sono un’artista ecosostenibile, e così sono stata chiamata con la curiosità di queste opere figurative.

Cosa si sente di consigliare agli autori emergenti che si fanno largo nel mondo editoriale?

Di non dimenticare che siamo umani e di restare tali. Di lottare perché il divario economico sia eliminato. Non è pensabile che ci sia un piccolo numero di persone ricchissime contrapposte a tutto il resto dell’umanità che vive miseramente. Non deve essere possibile. E poi, a cosa servono tanti soldi? Ciò che è importante è agire per il bene di tutti. Lo studio è una di quelle cose che va messa al primo posto. Senza quello non può esserci evoluzione.

A proposito del campo artistico vorrei dire che con questo dono si può nascere, sì, ma lo si può anche acquisire nel tempo, bisogna studiare però, e molto, anche se il dono è innato, perché si può avere il talento ma senza la tecnica, e l’esperienza che arriva dall’esercizio continuo, si ha solo una capacità, non sviluppata, che non serve. E nient’altro. Ed è un peccato. Io ho sempre sperimentato, cercato.

Attraverso i social sono in contatto con tantissimi artisti che spesso chiedono un parere sul loro lavoro. Faccio da consulente. Sono in contatto anche con altri curatori e ci confrontiamo spesso. La disponibilità, l’ascolto, l’accoglienza sono fondamentali per me. Trovo molto utili questi canali per divulgare l’arte. I social, se rimani in un percorso di utilità, non sono da demonizzare. Possono davvero aiutare.

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