Garofalo e i suoi libri ispirati al magico mondo della divina Rowling

Dicembre 1, 2023

L’immaginazione è lo strumento migliore per evadere dalla realtà

Se il realismo incontrasse il fantastico e si fondesse tra le pagine di un libro ispirato alla saga di J. K. Rowling otterremmo un libro intitolato Enrico. L’autrice Francesca Garofalo è una grande appassionata del mondo magico di Harry Potter e ci insegna con tanta ironia che i trent’anni (l’eta dei protagonisti del romanzo) potrebbero essere in realtà una seconda adolescenza o un prolungamento della stessa.

Chi vive questa fase oggi si incammina incerto nel mondo, come in un viale di sogni infranti o di grandi speranze alla ricerca spasmodica della propria ragion d’essere.

Ciò capita al trentacinquenne Enrico Epitaffio che vive in un paesino pugliese chiamato Zapponè e lavora nello squallido bar di sua zia Margherita. La sua esistenza non ha nulla di prodigioso, eppure lui e i suoi amici Antonino e Saverio, non fanno altro che vedere magia da tutte le parti.

I tre uomini hanno scoperto la saga letteraria in grandissimo ritardo rispetto al resto del mondo e da quel momento ne diventano talmente ossessionati che impiegano il tempo libero a “formarsi come maghi”.

Enrico tenta ogni anno di attraversare il muro che separa il binario 9 dal binario 10 e collezionando traumi cranici.

Delusioni cocenti e avventure fuori dall’ordinario lo porteranno a perdere fede nel suo sogno, finché un giorno scopre di un evento a tema potteriano e si prepara a partire per Castel del Monte, una fortezza progettata da Federico II di Svevia che nulla ha da invidiare a Hogwarts in quanto a insidie e misteri da risolvere.

In conclusione, Enrico è un sognatore che come molti vorrebbe evadere dalla realtà per far parte di qualcosa di più grande.

L’opera si divide in due volumi ed è una piccola perla letteraria ben scritta, divertente con dei personaggi molto simpatici e ben caratterizzati. Una storia tipica del sud che si assapora pagina dopo pagina.

Enrico e l’ottagono di pietra è il secondo volume di una duologia narrativa frizzante e divertente, creata da Francesca Garofalo e ispirata al mondo di Harry Potter. Disponibile su amazon segue il primo libro: Enrico distribuito da bookabook.

-Salve Francesca, prima di tutto vorrei che ci parlasse un po’ di lei, della sua vita, della sua formazione e anche cosa fa attualmente?

Ciao a tutti e grazie per questa intervista, è sempre bello chiacchierare con voi. Sembrerà strano, ma io non riesco a parlare di me senza parlare del mio lavoro che, al di là della scrittura, passione che sto cercando di far evolvere con il tempo, riguarda la scenografia e il costume in ambito teatrale e cinematografico.

Nasco appunto come scenografa e costumista in seguito agli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e tuttora la mia attività principale si svolge in questo interessante settore (che però non è sempre rose e fiori come si potrebbe immaginare dall’esterno!) Per quanto riguarda il resto sono un’appassionata di libri e adoro la natura e gli animali. Sono cose semplici, ma a cui do molto valore, mi riempiono la vita.

-Ci racconti qualcosa di più dei libri dedicato al mago Enrico e della sua passione per la saga di Harry Potter.

Non dimenticherò mai il giorno in cui ho steso le prime righe del romanzo sul foglio note del telefonino, a bordo di un treno regionale. Rientravo a Roma dalla Puglia.

Il paesaggio autunnale sfilava oltre il finestrino ad accompagnarmi in una traversata che definire infinita sarebbe un eufemismo e, da fan della saga, è nato in totale autonomia questo personaggio bislacco dedito alla ricerca del Binario 9 e 3/4 caratterizzato da un rifiuto della realtà a dir poco totalizzante. La storia è ironica, ha il sapore di una commedia, non a caso si sviluppa in principio come soggetto per un’opera cinematografica, tramutandosi in un prodotto editoriale solo in un secondo momento.

-Dicono che il secondo libro sia più difficile da scrivere rispetto al primo. Cosa ne pensa? Lei aveva già in mente il modo in cui far continuare le avventure dei suoi personaggi?

Hanno ragione! Innanzitutto c’è da confrontarsi con le aspettative. Le aspettative sono una creatura mitologica capace di staccarti la testa senza troppe cerimonie, perché se il primo lavoro che hai prodotto ha raccolto dei consensi sarà molto più facile essere beccati al primo errore.

È come se si trattasse di un incontro di pugilato nel quale gli avversari sono il te del passato e il te del presente, uno scrittore non condizionato in un angolo e un altro con nuovi punti di vista, evoluzioni o, perché no, involuzioni e periodi di difficoltà che possono influire sull’andamento del progetto e sul tipo di scrittura nell’altro.

In ogni caso però Enrico è sempre stato casa, oltre che un’oasi felice. Quando ho scritto il finale del primo libro invece non ho pianificato nessuno sviluppo futuro, però sapevo che quei personaggi avrebbero meritato un’avventura come si deve e che non si sarebbe dovuto esaurire il tutto con una semplice e flebile speranza…

Il bello di questa storia è che è dentro di me, in un cassetto che nemmeno io sono mai riuscita a localizzare. Lo sforzo c’è stato dal punto di vista pratico, ma per farne venire fuori il cuore è bastato lasciare che il cassetto si aprisse…

Un ringraziamento enorme va inoltre alla mia editor, che è riuscita a non farmi cedere nei momenti più faticosi e ha tenuto le fila di tutto anche quando ero la prima a non crederci più, e anche alla mia famiglia e a tutti gli amici e sostenitori di Enrico, sempre presenti e affettuosissimi.

-Quali sono i suoi futuri progetti in ambito artistico?

Mi piacerebbe rendere la scrittura un perno importante della mia vita, ma nel mare di difficoltà che tutti noi ci troviamo ad affrontare, la necessità di barcamenarci in un mondo in cui nulla è semplice e in cui il tempo vola, resto comunque ancorata al mio lavoro principale e purtroppo non riesco a dedicarmici come vorrei.

Sicuramente sto meditando sulla stesura di un romanzo diverso per genere e tematiche, più “serio”, se vogliamo. Resto la persona di sempre, quella che cerca di affrontare tutto con ironia e leggerezza, ma sento anche la necessità di confrontarmi con qualcosa di nuovo e trovare un guscio differente. Vedremo se questa possibilità  si presenterà in futuro e, specialmente, che possibilità sentirò io di regalare a me stessa…

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