Compañía Encuentro: la libertà di vivere tra i passi eleganti

Editoriale

Gennaio 14, 2024

Tra danza moderna e performance teatrali, la premiata compagnia usa l’arte per il sociale

Giovane, dinamica, e che fa di ogni forma d’arte un mezzo per sensibilizzare il pubblico verso temi importanti. Tra Spagna e Italia, la Compañia Encuentro si muove vittoriosa emozionando i suoi spettatori.

A parlarcene è Antonio Buonaiuto, coreografo ed ideatore della compagnia.

La sua “Compañia Encuentro” nasce nel 2020, relativamente pochi anni fa. Qual è stato il movente della sua genesi, e qual è la missione che voi come compagnia portate avanti all’interno del vostro operato?

Potremmo dire che il movente è stato il periodo Covid. Durante i mesi di quarantena infatti, Omar ed io eravamo rispettivamente in Spagna e in Italia. Questo ci ha portati a investigare e conoscerci a livello artistico, fino ad arrivare al desiderio di sperimentare unendo le nostre due arti: la danza contemporanea e l’interpretazione/teatro.

Parliamo adesso del cortometraggio “Una Guerra Entre Nosotros”, un lavoro di certo meritevole di encomio:com’è nata l’idea del corto, e perché l’utilizzo della danza come espediente narrativo principale?

Grazie mille per aver apprezzato tanto il nostro lavoro.

Mi rifaccio alla genesi della compagnia. Dopo la quarantena, una volta a Madrid, entrambi abbiamo potuto finalmente mettere in pratica e creare, e la prima creazione è stata proprio la performance di danza e teatro “Una Guerra Entre Nosotros”.

L’idea del corto è nata più recentemente dalla necessità di arrivare ad un pubblico più amplio, includendo oltre al palcoscenico anche lo schermo. L’utilizzo della danza è la chiave del nostro linguaggio, e Omar ha fatto un gran lavoro a riadattare una storia già scritta da lui in un altro formato. Il mio lavoro è stato strutturale e coreografico.

All’interno di questo corto sono diversi e profondissimi i temi trattati: l’omofobia, la guerra, seppur non intesa solo dal punto di vista bellico, le falle sociali e tanti altri. Come vede lei l’impatto militante dell’arte odierna circa temi come quelli citati? Pensa che gli autori di oggi incarnino un giusto coraggio, o crede che il percorso verso un reale tentativo di sensibilizzazione sia ancora vacillante?

Entrambi pensiamo che c’è ancora tanto bisogno di trattare temi di cui si ha paura ad affrontare per il giudizio altrui e per i periodi che stiamo vivendo, i quali purtroppo stanno migliorando in alcuni paesi ma peggiorando in altri.

Sicuramente ci sono molti artisti che hanno questo stesso coraggio, ma c’è purtroppo anche molta titubanza. Come compagnia siamo impuntati ad un percorso di creazione che va a toccare sempre il sociale, utilizzando l’arte contemporanea con un messaggio chiaro e preciso.

Chiudiamo in semplicità: essendo la vostra Compañia Encuentro una giovane realtà, quali sono gli obiettivi che vi ponete da qui agli anni a venire? Ci sono già altre idee pronte per essere lanciate al grande pubblico?

I nostri obiettivi sono ovviamente quelli di crescere come compagnia e di poter creare tanto opere di teatro quanto cortometraggi sempre di livello più alto.

Allo stesso tempo l’altro nostro obiettivo, è quello di continuare a condividere i nostri lavori e il nostro linguaggio in sala attraverso le lezioni di danza e teatro che siamo soliti fare per grandi e giovani alunni/e.

Il nostro prossimo progetto sarà sicuramente adattare un’altra opera di teatro, più grande e complessa, a cortometraggio. Lo spettacolo si chiama Check-in Hostel; è ispirato ad un viaggio che abbiamo fatto e tratta il tema della salute mentale.

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