L’epoca delle passioni tristi – Miguel Benasayag e Gérard Schmit

Editoriale

Giugno 4, 2024

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L’epoca delle passioni tristi - Miguel Benasayag e Gérard Schmit

L’epoca delle passioni tristi

L’ottimismo è morto – e, probabilmente, anche Dio, almeno nella forma in cui ha costituito per secoli la base della cultura occidentale (il famoso colpo di genio di cui ha parlato Nietzsche). 

Il futuro non è più un momento di redenzione o una promessa di rinascita, ma una minaccia. È questa la principale tesi a cui Benasayag giunge nel suo saggio: uno dei più importanti e profondi testi degli ultimi decenni sulla crisi dei giovani (che è poi la crisi dell’essere umano). Dunque, homo homini lupus. Perché in un contesto del genere “i vincoli sociali collassano”. “La minaccia è iatrogena, perché tende a rompere tutti i legami che uniscono le persone “. Il dramma di quest’epoca in cui il male di vivere non è più qualcosa che si incontra ma ciò che si è. Una stanchezza vitale che non ha più bisogno di oggetti esterni per palesarsi, perché il rivo “strozzato”, la foglia “riarsa” e avviluppata su sé stessa, il cavallo “stramazzato” non sono più necessari a descrivere ciò che è evidente negli sguardi abbassati dei ragazzi. 

Come dice Guy Debord in “La società dello spettacolo”, se le persone non trovano quel che desiderano si accontentano di desiderare quel che trovano. Manca il desiderio. 

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