Il vampiro, Storia vera, di Franco Mistrali

Gennaio 16, 2024

 Il primo romanzo sui vampiri tutto italiano

“Il vampiro. Storia Vera” è il quarto volume della collana “la biblioteca di Lovecraft” edito da Edizioni Arcoiris. Il testo in questione, scritto da Franco Mistrali r pubblicato per la prima volta nel 1869, è uno dei primi testi sui vampiri. Nato cinquant’anni dopo “Il vampiro” di Polidori, tre anni prima di Carmilla e ventotto prima del Dracula di Stoker, è il primo romanzo sui vampiri mai pubblicato in Italia, che tuttavia non ha avuto lo stesso successo di altri, finendo per essere dimenticato.

Infatti, questo romanzo fu pubblicato solo tre volte: la prima nel 1869, nel 2011 da Keres Edizioni e nel 2020

La nota introduttiva sui Vrykolakas (vampiri in greco) di The Magnus degli Necromantia, crea una cornice intorno alla figura del vampiro, partendo dai miti popolari, fino ad arrivare al Dracula di Stoker e alla più grande paura umana.

Il protagonista del romanzo viene invitato a soggiornare in casa del suo amico Alfredo Kostia, un conte polacco che risiede a Monaco. Egli passa piacevoli giornate con quest’ultimo, rimanendo incantato ed incuriosito da un quadro. Il quadro rappresenta la bellissima moglie del conte, morta anni prima e nella cui tomba non giace nessuno.

Quando i due incontrano Metella, il sospetto che possa essere un vampiro prende piede, portando il protagonista ad addentrarsi in misteri ancora più fitti.

La storia è narrata dal protagonista, che in questo caso corrisponde allo scrittore della storia, come se l’intero libro fosse il resoconto di una storia avvenuta realmente nel passato, che talvolta commenta e che viene interrotto da delle digressioni di carattere storico, politico o popolare. Lo stile, così come la lingua, sono due dei punti fondamentali dell’opera. Parlando di lingua, infatti, sono presenti diversi arcaismi come “meco”, “maritò”, “facea”, eccetera. Codesti termini sono il riflesso della lingua del tempo, un italiano ancora in evoluzione e che si avviava ad essere sempre più simile a quello parlato da noi oggi.

Lo stile è ampiamente descrittivo, infatti nelle prime pagine si sofferma nel descrivere Monaco dando una precisa collocazione temporale alle vicende, quasi come se l’autore desiderasse dare una certa connotazione realistica a questo romanzo, che presenta le sfumature del gotico, dell’orrore, ma in maggior proporzione del giallo. L’ ambientazione è sublime, a tratti terrificante, ma spazia da Monaco, alla Siberia e alla Lituania.

All’interno del testo non mancano i riferimenti a Poe e ad altri autori che hanno sicuramente ispirato Mistrali nella creazione di una storia sui vampiri originale, in cui permane per tutta la lettura un’atmosfera di mistero, d’orrore, magia ed esoterismo.

Metella può essere considerata tra le prime vampire della letteratura, poiché nata tre anni prima della famosissima Carmilla. Non corrisponde al vampiro che conosciamo, non sembra aver problemi con la luce del sole, tuttavia è una donna misteriosa. Appare quasi come un’angelica e solare aristocratica; tuttavia, ci si rende conto della sua capacità di ammaliare le persone, tanto da far cadere tra le sue braccia il conte Kostia, che si innamora di lei, diventando “sempre molto pallido”, mentre lei invece “mostravasi straordinariamente animata.”.

Il romanzo di Mistrali non è un testo originale per trama e idee, ma anche per il modo di utilizzare la punteggiatura. I curatori, infatti, a differenza dell’edizione Keres hanno deciso di non apportare modifiche al testo originale, ma di limitarsi solamente all’adattamento per uniformare i nomi dei luoghi e dei personaggi.

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