Pino Imperatore: genialità e maestria votati al sociale

Gennaio 21, 2024

“Non riesco a rimanere in silenzio di fronte all’illegalità, alla sopraffazione”

I libri ben scritti non hanno età. Ce lo insegnano i grandi classici, che continuano ad affascinare generazione dopo generazione. E ce lo insegna Pino Imperatore, scrittore, giornalista e umorista, penna elegante, fresco vincitore della sezione “Romanzo” della IX edizione del Santucce Storm Festival, rassegna letteraria castiglionese, che ha visto ben novantotto autori contendersi il titolo a suon di opere.

Imperatore, proclamato vincitore l’8 dicembre scorso, ha partecipato con “Allah, san Gennaro e i tre kamikaze” (Mondadori): la surreale storia di tre militanti jihadisti in una Napoli caotica e disorganizzata che, con ironia e leggerezza, diventa suggestivo sfondo di riflessioni profonde sul tema scottante del terrorismo islamico.

Un romanzo coraggioso e attuale, una commedia divertente e dissacrante che racconta l’importanza dell’integrazione e della tolleranza, contrapponendo al fanatismo e all’odio le armi irrinunciabili dell’umorismo e dell’ironia. Caratteristiche, queste, tipiche della firma dello scrittore milanese, adottato napoletano, che da anni affascina i suoi lettori con romanzi straordinariamente godibili e attraverso cui somministra con sapienza nuovi punti di vista e riflessioni tra una risata e l’altra, insegnando e divertendo, senza mai essere didascalico. Chiaro esempio è la fortunata saga della famiglia Esposito, feroce critica alla criminalità organizzata, il cui protagonista è un disastroso combinaguai, ben lontano dalla figura del camorrista alla Puzo o alla Saviano.

Un riconoscimento, dunque, che certifica, semmai ce ne fosse ancora bisogno, la longevità degli scritti di Imperatore, a conferma della bontà della sua penna.

A diversi anni dalla sua pubblicazione (2017), “Allah, san Gennaro e i tre kamikaze” continua a regalare soddisfazioni. Possiamo dire che i libri di Pino Imperatore sono come il buon vino: più passa il tempo, più migliorano?

I miei lettori dicono di sì, e io ne sono onorato. Nell’epoca letteraria attuale, le opere durevoli trovano sempre meno spazio, fagocitate come sono da regole di mercato orientate verso una “scrittura di consumo” poco attenta alla qualità e all’accuratezza dello stile. È un triste fenomeno, specchio di una fase storica di declino in cui la mediocrità e l’apparenza valgono più della sostanza. Personalmente non mi arrogo il vanto di essere una voce fuori dal coro; so soltanto che alle mie opere dedico cura, passione, sacrificio, usando un linguaggio e trattando tematiche “universali” che possano suscitare curiosità anche nelle generazioni future, a tutte le latitudini.

Diversità culturale, integrazione, conservazione. Tutti termini estremamente ricorrenti nei notiziari di ogni giorno, anche perché temi caldi affrontati dalla politica attuale. Se potesse scegliere una persona del Governo a cui regalare il suo libro, chi sarebbe? E quale invito/riflessione accompagnerebbe il (sicuramente) gradito dono?

Io sono stato educato all’antifascismo, e non rinuncerò mai, per nessuna ragione al mondo, ai miei valori. Da un po’ di tempo a questa parte mi trovo ad assistere, da cittadino di un Paese che fino a prova contraria è ancora fondato sulla democrazia, a comportamenti pubblici che nulla hanno a che vedere con il dialogo, la tolleranza, la solidarietà, e che in certi casi tracimano in ridicole manifestazioni di “nostalgia” per tempi orribili e cupi. Quanta ignoranza. E quanta stupida arroganza. Povera patria, ripeterebbe Battiato se fosse ancora tra noi. Qualora dovessi regalare “Allah, san Gennaro e i tre kamikaze” a un componente dell’attuale Governo, lo sceglierei a caso; oppure farei un dono collettivo, inviando il libro all’intero Esecutivo. Con un messaggio: Usate il cervello.

La formazione, il corso di giornalismo diretto da Amato Lamberti e coordinato da Giancarlo Siani, la sua parentesi politica, la presidenza della commissione consiliare Trasparenza e Legalità a Mugnano di Napoli, la produzione artistica: l’impegno civile scorre nel suo sangue. Cosa alimenta il suo inesauribile “attivismo”?

Mockup libri pino imperatore - Allah, San Gennaro e i tre kamikaze e Con tanto affetto ti ammazzeròNon riesco a rimanere in silenzio di fronte a un atto vessatorio, all’illegalità, alla sopraffazione. Non posso non indignarmi dinanzi a una condotta violenta. “Homo sum, humani nihil a me alienum puto”. “Sono uomo, niente di ciò che è umano reputo estraneo a me”: lo scrisse Terenzio più di duemila anni fa in una sua commedia. In qualità di essere umano dotato di intelletto, non mi tiro mai indietro quando c’è da lottare, con gli altri e per gli altri, per una giusta causa. L’indifferenza è la tomba della convivenza.

L’umorismo: come può essere utilizzato per far riflettere il lettore e perché potrebbe essere un’arma più potente di altre?

Se impiegato con acume, l’umorismo si trasforma in uno strumento di straordinaria efficacia contro le falsità e i soprusi, perché mette il malvagio con le spalle al muro e lo svuota di ogni pretesa, rendendolo insignificante. Con l’umorismo il prepotente diventa impotente. Grazie al linguaggio umoristico, il lettore accede alla verità e arricchisce le proprie capacità critiche.

 Nell’ultimo numero de Il Novelliere, Paolo Siani, fratello di Giancarlo, ha asserito in un’intervista che “Raccontare le mafie non dalla parte dei carnefici bensì da quella delle vittime sarebbe un gran successo per la vita civile del nostro Paese e servirebbe anche ad attenuare il dolore senza fine dei familiari delle vittime”. Condivide questo punto di vista? E di quale responsabilità si deve vestire un artista nel momento in cui racconta uno spaccato della società così delicato?

Condivido la riflessione di Paolo parola per parola. La letteratura, il cinema, la televisione e il teatro hanno contribuito negli ultimi decenni a formare un pubblico sadico, sul quale i cattivi hanno una maggiore presa rispetto ai buoni, assurgendo in taluni casi al rango di eroi positivi. Nulla di più perverso. Serve una forte inversione di tendenza; è indispensabile un’assunzione di responsabilità da parte di tutti, prima che il male divenga un fatto ordinario; prima che Caino uccida anche il ricordo di Abele.

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